“La Rosa e la Vite” all’Aurum Suites: serata dedicata al vino rosato nel cuore della Pineta Dannunziana

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di Livio Di Salvatore

Un simposio di dibattiti, condivisione di esperienze ma soprattutto degustazioni, nella magnifica cornice dell’Aurum Suites. Il vino rosa come protagonista assoluto, grazie a “La Rosa e la Vite”, un evento organizzato da Viva la Vite, promotori della fiera-mercato omonima dello scorso novembre. L’obiettivo della rassegna è quello di mettere sotto i riflettori il vino rosa e le sue numerose varietà fortemente legate ai territori, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni, tra cui quello abruzzese per eccellenza, il Cerasuolo d’Abruzzo.

Tra le attività della rassegna, una tavola rotonda guidata dal giornalista Giorgio D’Orazio, alla quale intervengono vari ospiti, da Pierluigi Cocchini, responsabile Abruzzo di Slow Wine – che ha di recente pubblicato una guida sui vini rosati – a numerosi produttori, tra cui Luigi Cataldi Madonna, intervenuto anche in qualità di vicepresidente dell’Istituto Rosautoctono, un progetto presentato al Vinitaly e recentemente concretizzatosi a Roma che si pone l’obiettivo di valorizzare sei denominazioni d’origine di questa tipologia di vino (Chiaretto di Bardolino, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte e Bombino Nero, Salice Salentino, Cirò).

“Il vino rosato non va perché non ci crediamo. Nessuna cantina che punta sulla qualità fa un secondo rosato. Tutti fanno un secondo rosso, moltissimi un secondo bianco, ma nessuno fa un secondo rosato. Il rosato è un vino bianco fatto da uva a bacca rossa. Ci eccitiamo per Masterchef, perché non ci eccitiamo per questo?” Così dichiara Cataldi Madonna, parlando di come in Francia il rosa venga valorizzato molto più che in Italia, dove viene trattato alla stregua di uno scarto; aggiunge inoltre: “A differenza del bianco e del rosso che si producono ovunque sul territorio nazionale, la produzione del rosato è localizzata e questo vale per ogni paese in cui si produce. Quindi è proprio vero che il vino rosa rappresenta il territorio”.

Infatti, è chiaro l’intreccio della storia di questi vitigni autoctoni con la storia del loro territorio di provenienza, com’è il caso ad esempio del Cerasuolo con il territorio aquilano. Ospiti anche produttori dalla Puglia, regione vocata alla produzione dei rosati, tra i quali Stefano Garofano di Cantine Garofano, che ammonisce i colleghi: “Non facciamoci prendere dalle mode, sidro rosa, birra rosa… Il rosa non è un colore, è una tecnica. E c’è tanto lavoro dietro.”

Dopo il dibattito, spazio alle degustazioni offerte dalle numerose cantine locali e non, in cui il rosa la fa da padrone. Con la musica dal vivo, lo street food e il profumo del mare portato dalla leggera brezza estiva, in questo evento il vino rosa gode di un palcoscenico degno della migliore star hollywoodiana.

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