Tutta la Sicilia nei vini Settesoli

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Una realtà in provincia di Agrigento che ha ridato vita a un vitigno autoctono siciliano: il Grillo

Il direttore marketing di Settesoli, Antonella Imborgia e l’enologa Milena Rizzo, raccontano le origini della cooperativa e le caratteristiche del Grillo, il vitigno autoctono che rappresenta perfettamente il carattere del vino di qualità siciliano. “Settesoli è una realtà molto grande e molto importante, noi siamo a Menfi, nella costa sud ovest della Sicilia in un territorio incontaminato e bellissimo che guarda il mare. – dice Antonella – Siamo una cooperativa che gestisce circa 6.000 ettari di vigneto e abbiamo una comunità di soci di circa 2.000 famiglie”.

Il nome Settesoli richiama inevitabilmente i colori di una terra meravigliosa: la Sicilia. “Ci sono tante leggende attorno a questo nome, una delle quali, ad esempio, racconta che le uve hanno bisogno di sette mesi di sole per crescere e maturare. E di certo da noi non mancano. In realtà il nome della cooperativa prende spunto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa “Il Gattopardo” – continua – perché Settesoli è il nome della contrada che viene data in dono ad Angelica in occasione del matrimonio. Per cui Settesoli è anche un omaggio letterario”.

Questa grande realtà è anche solidale, visto che 10 centesimi del ricavato di ogni bottiglia sono devoluti a Selinunte: un parco archeologico a pochi chilometri dal territorio della cantina. I soldi donati sono impiegati per la ristrutturazione, il recupero e il restauro del tempio greco dell’antica città di siciliana.

Ora passiamo al vino consigliato dall’enologa Milena Rizzo, il Grillo, un vino bianco che veniva usato per fare il Marsala, ma che adesso è sempre più ricercato sia in Italia che all’estero; infatti da circa un decennio non lo si utilizza più come semplice base. “Si tratta di una delle varietà bianche che sta avendo tanto successo nel mondo, è sempre più  riconosciuto e più ricercato dai diversi marcati e dai consumatori sia italiani sia internazionali. Il Nero d’Avola è la bandiera dei vini rossi siciliani, mentre il Grillo sta rappresentando i vini bianchi siciliani nel mondo. Storicamente utilizzato per fare il Marsala – spiega la Rizzo – da un decennio a questa parte, viene vinificato in riduzione, quindi evitando il contatto con l’ossigeno, dà degli ottimi vini secchi che rispecchiano il carattere del vino siciliano bianco di qualità”. E noi non possiamo fare altro che gustare questo vino speciale!

 

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