Chi può entrare oggi in Cina? Facciamo il punto della situazione

Le frontiere sono aperte? Chi può entrare oggi in Cina? Noi dello staff di Wine Channel, che abbiamo quotidianamente contatti con numerosissime cantine da tutta Italia, abbiamo constatato che c’è una grande confusione a riguardo. Facciamo, perciò, il punto della situazione.

Come abbiamo già detto qui, lo scorso 28 marzo l’Ufficio amministrativo immigrazione della Repubblica Popolare Cinese ha emesso un travel ban per impedire l’ingresso in Cina a chiunque non fosse in possesso di passaporto cinese. Inoltre, la CAAC (Civil Aviation Administration of China) aveva applicato delle forti restrizioni ai voli che collegavano Cina e Italia, limitandoli a uno solo a settimana. Per diplomatici e imprenditori italiani a capo di aziende con sede in Cina sono stati, invece, organizzati dei voli charter da luglio, coordinati direttamente dalle rispettive Ambasciate e dalla Camera di Commercio Italia-Cina.

Le restrizioni applicate dalla CAAC sui voli sono state, poi, allentate a partire dall’8 giugno ed è stato permesso a più compagnie aeree nazionali e internazionali di effettuare un volo a settimana.

Bene! Ma chi può imbarcarsi su questi voli?

Oltre a coloro che sono in possesso di passaporto cinese o visti speciali (diplomatici, umanitari o di aviazione), a partire dal 28 settembre 2020 è stata data la possibilità di entrare in Cina ai cittadini in possesso di un permesso di soggiorno di tipo lavorativo, personale (come quelli per ricongiungimento familiare) o di gruppo, anche qualora il suddetto permesso di soggiorno fosse scaduto in una data successiva al 28 marzo (data dell’emissione del travel ban).

 

Chi può entrare oggi in Cina? Facciamo il punto della situazione

Il comunicato dell’Ufficio amministrativo immigrazione con cui è stato annunciato l’allentamento delle restrizioni – di cui trovate l’originale qui sopra – risale al 23 settembre e recita così:

“Preso atto delle attuali necessità di prevenzione nei confronti nel Covid19, queste sono le modifiche al “Comunicato di temporanea sospensione dell’ingresso in Cina di detentori di visti e permessi di soggiorno in corso di validità” apportate in data 26/03/2020 dall’ufficio amministrazione immigrazione del Ministero degli Esteri:

A partire dal 28/09/2020, ore 00:00, è fatto permesso ai cittadini stranieri detentori di permesso di soggiorno di tipo lavorativo, personale e di gruppo in corso di validità di entrare nei confini cinesi: costoro non necessitano di richiedere nuovamente un visto d’ingresso. Qualora il permesso di soggiorno di una delle suddette tre tipologie detenuto dal cittadino straniero fosse scaduto in data successiva al 28/03/2020, ore 00:00, il titolare dello stesso potrà richiedere presso l’Ambasciata cinese di riferimento un visto d’ingresso in Cina utilizzando il permesso di soggiorno scaduto, a patto che non siano cambiate le sue motivazioni di visita in Cina. A questi soggetti è richiesta una scrupolosa osservanza delle leggi cinesi di prevenzione epidemiologica.

Le altre restrizioni risalenti al 26 marzo continuano ad essere in vigore. La parte cinese si riserva di allentare le suddette restrizioni gradualmente, a patto che si possano garantire condizioni di sicurezza sanitaria sufficienti. […]”

In sostanza, può entrare in Cina chi già ci viveva per motivi di lavoro o familiari sin da prima della pandemia, mentre non possono rientrare gli studenti e i ricercatori universitari stranieri, che non sono menzionati e non rientrano quindi tra i soggetti autorizzati. Mentre le attività accademiche sono riprese a pieno ritmo in Cina, queste categorie sono tagliate fuori e restano ad oggi in un limbo di incertezza.

I viaggi per fiere e altri scopi commerciali, invece, sembrano essere ancora lontani. È infatti bene ricordare che il visto con cui si superano i controlli aeroportuali è un documento ben diverso dal permesso di soggiorno, che permette di risiedere per periodi prolungati in Cina. In ogni caso, per tutti un ulteriore impedimento è dato dalla quarantena obbligatoria imposta all’arrivo, per un tempo complessivo che va dai 14 ai 28 giorni, da trascorrere in una stanza d’albergo nella città di arrivo. Per fortuna numerose fiere enologiche offrono diverse possibilità anche per chi non può partecipare in presenza. Nel frattempo, aspettiamo con ansia di poter tornare nel nostro amato Paese del Dragone!

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