Cina: i consumi sono ripartiti?

Con il lockdown lasciato alle spalle ormai già dalla fine di marzo, la Cina è da tempo sui binari della ripartenza. Molti in Italia si interrogano su quale sia l’andamento del business nel paese che è stato colpito duramente e per primo dal Covid19. Davvero in Cina i consumi sono ripartiti? Scopriamolo insieme.

 

Le misure draconiane inflitte per quasi tre mesi all’economia cinese hanno lasciato il posto a ristoranti e negozi che cominciano a riempirsi nuovamente, tra numerose cautele e precauzioni. I cinesi si trovano dover fare i conti con una “nuova normalità”, senza però dover rinunciare a molti dei piaceri che si concedevano prima dell’arrivo della pandemia. Nei luoghi di lavoro e negli spazzi pubblici l’uso della mascherina e la misurazione della temperatura corporea sono diventati un’abitudine, e molti luoghi come cinema e musei sono accessibili solo su prenotazione. Nei ristoranti i clienti si siedono a distanza fra di loro, e molte attività utilizzano protocolli di vario tipo, come separatori in plexiglas e macchinari per disinfettare tutto il corpo prima dell’ingresso nel ristorante. Molti ristoranti investono anche un grande impegno nel comunicare ai propri clienti la propria condizione di “virus-free”, come ad esempio McDonald’s che sui propri pacchetti da asporto appone l’elenco delle temperature corporee dell’intero staff del fast food.

 

A soffrire di più sono stati i ristoranti di fascia alta, che hanno visto un drastico calo dei fatturati. Tuttavia adesso si procede in modo lento ma deciso verso la ripresa dei livelli pre-Covid. Analisti del settore Drinks dell’azienda di ricerche di mercato Bernstein dichiarano che buona parte dei locali è piena nelle ore di punta del weekend, spesso con gruppi di persone fuori in attesa di un tavolo libero. Diageo, gruppo che controlla i celebri marchi di superalcolici Johnny Walker e Smirnoff, ha confermato che gli affari dell’on-trade hanno cominciato gradualmente a tornare in direzione di livelli normali.

 

In conclusione, i ristoranti tornano a riempirsi, con tanta cautela e le cicatrici del lockdown ancora ben visibili. Ma in Cina i consumi sono ripartiti, la voglia di convivialità è tutt’altro che morta, e il miglior amico della convivialità, si sa, è un calice di buon vino italiano!