Export del vino in Cina nell’anno della pandemia

Sta per volgere al termine un anno difficile per il vino italiano, e per gli italiani stessi, ancora costretti a subire le numerose restrizioni per il contenimento della pandemia. Com’è andato dunque questo 2020 per il vino italiano in Cina?

L’Italia, nel 2020, ha visto il proprio export diminuire rispetto al 2019 del -4,6% a valore (6,1 miliardi di euro), relativamente meno pesante rispetto al trend globale del -10,5%, e ancora meno rispetto al suo storico rivale, la Francia, che ha visto un vero e proprio tracollo nelle sue esportazioni, pari al -17,9%.

Restringendo lo sguardo sulla Cina, il vino italiano nel primo semestre dell’anno ha registrato un crollo verticale, con un picco di -50% ad aprile e maggio, e una ripresa a partire da giugno. In questi primi sei mesi, la Cina ha importato il 32,5% in meno di vino italiano rispetto al periodo analogo del 2019, in linea con la media generale dell’import vinicolo. Molto peggio per il Cile, che perde il 51,8%, e peggio anche per i francesi che vedono il loro export crollare del 37,1%. Nella seconda parte dell’anno l’economia cinese ha mostrato una decisa e vigorosa ripresa, tanto da segnare una crescita prevista del 5% per l’anno 2020. A dimostrazione della ripresa, basti pensare ai numeri registrati dall’ “11.11”, iniziativa di Alibaba che è diventata una vera e propria festa dello shopping online: 63 miliardi di euro nel giro di pochissimi giorni.

Il quadro che emerge mostra una Cina in netta ripresa, soprattutto sull’online, che, anche a causa dell’epidemia, è diventato un canale ancora più importante per la vendita del vino. Complice il K.O. dell’Australia a seguito dei nuovi dazi, e il trend negativo del vino francese che ormai perdura da anni, prevediamo per l’Italia un anno ricco di occasioni per espandersi sul mercato del Dragone, a patto che le cantine italiane si preparino e siano adeguatamente strutturate. Proprio per questo, offriamo un programma di attività e proposte commerciali che tengono conto dell’importanza della presenza in rete per poter sfruttare a pieno il potenziale del mercato cinese.

In sintesi, appare l’immagine di una Cina in cui i consumi si stanno gradualmente e inesorabilmente riprendendo dal colpo subito all’inizio dell’anno.

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